# 3 Copertine&sofà  Take me to a Bizarre Ride

# 3 Copertine&sofà Take me to a Bizarre Ride


“When many MCs and rappers were striving to 'keep it real’, The Pharcyde instead went out of their way to 'keep it original.”
- Robert Dimery, Pitchfork Media

Il nostro percorso tra le copertine continua. Questa volta vorrei portarvi nel bizzarro mondo di uno dei gruppi più influenti della cultura Hip Hop: i Pharcyde. Faremo un viaggio alla scoperta del loro primo iconico album: Bizarre Ride II, uscito il 24 novembre del 1992 per Delicious Vinyl Records. Si tratta decisamente di uno dei miei album preferiti, uno dei primi vinili che ho comprato, consumato in versione mp3 durante gli allenamenti fuori al freddo e sentito in concerto al BIKO di Milano. Un album irriverente, giocoso ma reale nei testi, jazzy nel sound e con uno stile che ha rinfrescato l’atmosfera Hip Hop di quel periodo. Lasciate però che prima vi presenti questi grandi artisti.

Nella formazione originale i pharcyde erano composti da Derrick “Fatlip” Stewart, Romeye “Bootie Brown” Robinson, Trevent “Slim Kid Tre” Hardson, e Emandu “Imani” Wilcox, insieme al produttore Juan Manuel “J-Swift” Martinez. Il loro incontro avvenne a South Central (LA), quando da teenagers si trovarono a frequentare lo stesso programma doposcuola: South Central Unit, laboratorio pensato per aiutare i ragazzi della zona tramite l’arte e la musica. A quel tempo, il gruppo aveva già avuto esperienze in altre piccole crews, ma tramite questo programma e con l’aiuto del professore e mentore Reggie Andrews compresero come concretizzare le loro potenzialità. Inoltre, pochi sanno che alcuni membri dei Pharcyde, avevano già calcato palchi importanti ma sotto altre vesti, ovvero quella di ballerini facenti parte di un gruppo chiamato “Two for two”. Apparirono infatti in show degli anni ’90 come “Living Color” e nel video di Michael Jackson “Remember the Time” insieme a ballerini del calibro di Link, Loose Joint e Buddha Stretch. Questo dimostra la loro ecletticità artistica e l’influenza che lo studio ritmico tipico dei ballerini ha avuto sul loro modo di rappare.

Ma torniamo al momento della formazione del gruppo al completo. Reggie Andrews riconoscendo il potenziale di questi ragazzi, insegnò loro le conoscenze di base dell’industria musicale e supervisionò le sessioni di produzione e registrazione. Durante il laboratorio, i Pharcyde registrarono la prima demo contenente la traccia “Ya Mama”, diventata famosa negli anni successivi, e nel 1991 firmarono un contratto con la Delicious Vinyl Records. Pochi mesi dopo uscì il loro primo album Bizarre Ride II, uno dei migliori album del 1992 e un capolavoro del genere Hip Hop, ispirante gruppi come “People Under the Stairs” e molti altri.



La musica contenuta in questo album non assomiglia quasi per nulla a ciò che veniva prodotto in quel momento nella West Coast. Il gruppo, infatti, veniva etichettato come “altenative Hip Hop” solo perché le rime non parlavano di sparatorie e gangs. Alcuni hanno descritto il loro lavoro come capace di cogliere l’essenza dell’Hip Hop in quanto espressione di divertimento e stravaganza, fatto da ragazzi comuni che passano i pomeriggi ascoltando musica, fumando e divertendosi con le rime.

Inoltre, i riferimenti musicali ed i samples usati per le tracce sono molto ricercati e densi, pescati anche nella musica Jazz, mentre il rap è eccentrico, ritmico, multiforme e tecnico. In una loro intervista, gli artisti raccontano di giornate passate in studio ascoltando dischi e parlando di musica e questa loro conoscenza e ricerca si sente in tutto l’album. I contenuti dei testi sono molto interessanti e sono ciò che mi ha incuriosito di più di questa loro produzione. Ad un primo ascolto essi risultano quasi superficiali e un po’ sgangherati, ma contengono in realtà tantissima ironia e riferimenti alla vita quotidiana e di quartiere di quattro ragazzi un po’ strambi. In “Ya Mama” ad esempio, i ragazzi passano tutto il tempo della canzone ad insultarsi le madri ma in modi bonari e divertenti, “Otha fish” parla di amori finiti, di cosa si prova e del famoso detto : “il mare è pieno di pesci”, “Passing me by” racconta l’esperienza che tutti noi abbiamo vissuto quando non venivamo neanche visti dai soggetti delle nostre cotte adolescenziali, e ancora “Officier” che si riferisce in chiave satirica ai tipici controlli subiti dai ragazzi di colore da parte della polizia e “Wynton is on his way” che parla delle attese per il cibo d’asporto tra una registrazione e l’altra. Molte sarebbero ancora le canzoni da citare, ma quel che meglio riassume l’atmosfera dell’album è la serenità, l’allegria, lo scherzo, l’ilarità e l’imbranataggine di un gruppo di amici che passa il proprio tempo divertendosi con la musica. Fortemente consigliato sperando che vi piaccia!

Peace
Federica Albo aka Umana from Deeple

IG @federica.albo

 


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