ASPETTANDO IL SOLE: DJ PATUU
Finestre aperte e musica che si sente uscire da ognuna di esse
armoniosamente accompagnata da un invitante profumo di cibo, fanno
da soundtrack a dei ragazzi che giocano a calcio nel campetto sotto
casa, alla gente che passeggia per strada, a chi è seduto al bar,
anch’esso punto di riproduzione musicale significante.
Da una di queste case la musica però risuona certamente più forte, è
quasi sicuramente la casa in cui Patrick, un ragazzo Cileno che vive a
Stoccolma, con la sua famiglia numerosa, e i suoi amici sono alle prese
con l’ennesimo house party. (Ricorda qualcosa?)

Era il periodo di MTV, dei vinili che gracchiavano, delle cassette che
dovevi girare dal lato A al lato B per poter permettere alla riproduzione
di continuare. Il giovane Patrick era noto per le sue feste, erano quelle
in cui girava la musica migliore, che faceva ballare, era dove tutti
portavano le proprie cassette e fremevano per farle sentire agli amici. Il
quartiere, la comunità e la famiglia di Patrick tenevano molto al
concetto di ‘festa’, è nato in mezzo alla musica, suo nonno era un
grande ammiratore di Bob Marley e per i suoi genitori l’esposizione dei
loro figli alla musica, di qualsiasi genere, era basilare: organizzavano
spesso uno show di famiglia, a Patrick e sua sorella toccava sempre
cantare.

La sua notorietà nel vicinato aumenta quando, sperimentando con
qualche attrezzatura, realizzò alcuni mixtapes, ricevendo in cambio lo
sgomento degli amici: ’Più di un’ora di musica? E va da sola?’.
Ormai la voce si era sparsa anche oltre, di lì a poco Patrick investe in
una consolle e quello che viene dopo è un ‘flow’ spontaneo di cui si è
ciecamente fidato.

All’età di 18 anni viene invitato da un suo amico a suonare in un club
importante di Stoccolma, il più grande se si considera la Latin e
Caribbean music. All’ingresso Patrick si presenta come Patu, come era
solito farsi chiamare, il suo amico garantisce per lui che è il Dj e da
questo momento è chiaro che inizieremo a riferirci a lui come ‘Dj Patuu’,
sì, perché sempre quella sera, allo spelling del suo nome aggiungerà
una ‘u’ finale.

La serata iniziava alla 10 di sera e sarebbe finita alle 5 del mattino. Dj
Patuu credeva che avrebbe suonato nel pre serata, mentre la gente
arrivava, di tanto in tanto chiedeva: ’Adesso posso cominciare?’, ma
niente. Aspettava, aspettava ed aspettava ancora, nel frattempo vedeva
sempre più gente entrare e percepiva la sua agitazione salire e quando
il club era ormai ‘fully packed’, sente qualcuno dirgli: ’Ok Dj Patuu, ora
puoi cominciare’, lasciandolo completamente da solo. Sarebbe
utopistico raccontare che la serata filò liscia senza intoppi, ma quando
si approccia alla postazione, nota subito che quella Dj Gear del locale
lui non l’aveva mai utilizzata, né tantomeno sapeva come fare, rimane
però calmo, prende un bel respiro e si ingegna. ‘E’ stata un’esposizione
all’apprendimento tremenda, spaventosa e divertente’ dice sorridendo,
un po’ nostalgico.



Quella però non fu l’unica sua prima volta. Più avanti, Dj Patuu e Dj
Mike Yangstar ormai fondatori del collettivo ‘Nuh Linga Sweden’ mash
up di place (ribaltano il posto) al ‘Sunday Dreams’, il più significativo per
Dj Patuu, perché completo di numerose esibizioni di artisti (Sister
Nancy, Masicka, Psquare...), con una buona porzione di spazio
all’aperto e un’altra al chiuso, che conta più di duemila spettatori ogni
edizione

E’ sempre stato a contatto coi dancers, nel 2010, grazie a Melpo Mellz
(ballerina, coreografa, promotrice svedese della cultura dancehall e
cantante), gli viene data la possibilità di suonare allo ‘Street Star
Festival’, longevo evento di street dance di Stoccolma, dove Dj Patuu
diverrà una costante per aver rivoluzionato il modo di suonare durante
un battle. Per lui è un clash, la musica continua, sempre, è un fluire
eterno che non va interrotto, non ripete per entrambi i ballerini che si
sfidano gli stessi 45 secondi di musica, altrimenti chi balla per secondo
ha già visto e sentito su cosa dovrà ballare.

D’altronde Patrick ha sempre creduto nella progressione naturale nel
suo percorso ed è quello che sta facendo anche adesso. La bellezza di
un artista, tiene a precisare, che sia un Dj o un ballerino, è che sei in
una perenne ricerca e che a discapito della società di adesso e del
sistema e circolo vizioso mediatico in cui siamo talvolta anche
inconsapevolmente stipati, sai andare oltre.

Ascolta il podcast


Autore
Futura Zungri
IG: @futur.ae


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