ASPETTANDO IL SOLE: Queen of lines o crazy ankles

ASPETTANDO IL SOLE: Queen of lines o crazy ankles


Queen of lines o crazy ankles (quando si ‘diroccava’ le caviglie ai tempi) è così che la chiamano, il suo vero nome invece è Ambra Occhipinti. E’ siciliana, di un paesino piccolino della provincia di Enna. Ogni tanto quando era piccola con la mamma si ritrovava a Catania, a fare delle commissioni o a trovare la nonna, durante una di queste visite viene attratta da una pubblicità gigante di una scuola di Hip-Hop, con insegnanti che hanno fatto parte della sua formazione come Kris, Swan e Byron.
Ambra ha 17 anni quando si addentra in questo mondo, a scuola si vestiva ‘tutta larga’ e aveva sempre le cuffie per ascoltare la musica.
Studia tutto, ma fin da subito viene stregata dal popping, dall’illusione e dalla scomposizione corporea e si affaccia al freestyle con Antonella Sorbello aka Miss Funk e altri come Salah, Jr. Boogaloo, Mr.Wiggles, viaggia spesso a Parigi, contattando gli insegnanti con i quali voleva studiare anticipatamente per pianificare le lezioni durante il suo soggiorno.

Ogni pomeriggio era per strada ad allenarsi con altri ballerini e tutt’ora si sente molto legata ai suoi insegnanti e alle sue strade in cui, costi quel che costi, che facesse troppo caldo, che ci fosse il vento o la pioggia, lei si doveva allenare. che c’erano ed erano tante, ma non sapevo come arrivare a tutte.
Perché per arrivarci bisogna farlo con il corpo, con la mente, con lo studio, con l’intenzione.’ Ambra adorava il popping, prendeva parte alle competizioni e continuava a fare lezione, nel 2015 però subisce un trauma molto forte al ginocchio e un pomeriggio dello stesso periodo, mentre si allenava, realizza che voleva cambiare modo di ballare, è così che matura la sua danza e la fa diventare unicamente sua. Lo stesso anno partecipa nella categoria ‘Experimental’ al contest ‘Free Spirit’ in Olanda e arriva in semifinale, durante un round di quel contest

Ambra prende un foglio di carta e crea un origami, concretizzando sempre di più che la direzione che stava intraprendendo era quella giusta. ‘L’esigenza di cambiare è avvenuta perché il mio corpo me l’ha chiesto e sento il mio corpo chiedermelo tutt’ora.’
Il paesino in cui è nata è sui monti Nebrodi, catena montuosa della Sicilia Settentrionale, in mezzo ai boschi, alle piante, alle foglie, agli animali, agli insetti, si è sempre sentita vicina alla natura. Con lo studio in chimica ha conosciuto ancora meglio il micro mondo, scoprendo che siamo parte di qualcosa di molto più grande e che contemporaneamente siamo grandi cose fatte di minuziosità. Con la teoria dei gruppi, che definiva la geometria di un corpo, si domandò se quella che stava studiando fosse chimica oppure danza. ‘Se dovessi avere un Dio sarebbe la natura.’ I dettagli, i patterns, la geometria che c’è dietro ad essa le hanno dato la chiave per aprire il vano in cui Ambra troverà le linee. E’ così che chimica e natura si accorpano all’unisono in lei, facendole affinare le linee e gli angoli delle sue braccia, con precisione assoluta, senza costruire, con un concetto più astratto, senza immaginare geometrie, ma visualizzando e percependo una linea e basta.
‘Io parto da un’idea e poi il corpo la organizza e riassembla per elaborarla in un altro modo.’
Il suo approccio all’insegnamento è tanto distintivo quanto la sua danza, durante le sue classi Ambra non balla ma conduce, cosicché il danzatore non vede e consecutivamente non imita, ma si libera da quegli schemi che ha per arrivare a lui stesso, al suo ‘flava’ più unico, il tutto accompagnato da una meticolosa e peculiare ricerca musicale.

Ambra non è una persona che si accontenta, dalla vittoria del Juste Debout ad Amsterdam due anni fa non si è adagiata neanche un attimo. Dalla California, al Canada, all’Olanda e gran parte dell’Europa, oggi è tornata a casa, non sa ancora se sarà una sistemazione definitiva, ma continuerà a dare alla sua terra perché la sua terra ha sempre dato tanto a lei, spera di andare a trovare presto a Milano il collettivo ‘Ademan’ in cui è entrata da poco,
spera di unire e far crescere la comunità di ballerini vicini a lei e non, spera di innestare nel pensiero comune che non servono etichette per ballare, poi spera tanto altro, che non ci dice, perché ‘poi magari non si avvera’, confessa sogghignando.


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Autore
Futura Zungri
IG: @futur.ae


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