ASPETTANDO IL SOLE: SUPERBOWL

ASPETTANDO IL SOLE: SUPERBOWL


Dopo tutti gli anni passati a lamentarsi del pubblico finto e pogante a bordo palco, forse nel 2021 lo si è rimpianto al Superbowl, vera e propria festa nazionale durante la quale si consuma cibo in quantità leggermente inferiori rispetto al giorno del ringraziamento.
Il Superbowl si svolge ogni anno in una città differente degli States, i cittadini americani organizzano con amici, parenti o anche sconosciuti, in casa o nei locali, una vera e propria festa per guardare la finale del più famoso campionato al mondo di football americano, intervallato da uno degli spettacoli più attesi da, in media, più di 100 milioni di spettatori negli USA e altri 60 milioni nel resto del pianeta.
Va da sé che quest’anno anche un evento sportivo e artistico di questa entità abbia accusato i colpi della pandemia mondiale, muovendo critiche negative e non, come nella maggior parte dei casi, con un retrogusto di qualcosa che mancava: le aziende che negli anni precedenti si accaparravano le pubblicità intermedie durante il programma a costi elevatissimi (quest’anno il picco è stato di più di 50 milioni di dollari a slot) come Hyundai, Ford e Coca-Cola si sono tirate indietro, il pubblico presente allo stadio (quest’anno al Raymond James Stadium a Tampa,Florida) che oltre ad essere sceso da più di 70.000 spettatori a soli 25.000 (7.500 dei quali operatori sanitari già vaccinati) contava anche 30.000 cartonati, sì cartonati, di tifosi e varie celebrità che
hanno speso altrettanto anche solo per, appunto, essere presenti con una loro sagoma in cartone, rendendo il tutto ancor più surreale, insieme all’Halftime show di The Weeknd, che è stato definito perlopiù ‘strano’.
‘The National Football League welcomes you to the Pepsi Super Bowl 55 Halftime Show’ è questa la frase che ogni anno introduce l’Halftime Show del Superbowl. Quest’anno è stato il turno di The Weeknd, vestito di tutto punto firmato Givenchy, camicia nera, cravatta nera, pantalone nero, guanto nero e giacca (ormai simbolo distintivo del cantante) rossa sgargiante, che con le creepers bianche e nere sono state di rimando inequivocabile a Hollywood e al Michael Jackson dell’era di Thriller.
Ha investito 7 milioni di dollari di tasca propria (perché anche il Superbowl, a quanto pare, l’artista lo paga in visibilità) per realizzare l’esibizione dell’Halftime Show: luci, fuochi d’artificio, scenografia e corpo di ballo, tutto o quasi di riferimento alla tragica situazione mondiale.
Sul palco, inizialmente, si ergono numerosi palazzi, con le finestre illuminate e ballerini e violinisti che creano coreografie semplici, ma impeccabili, ognuno davanti ad una finestra. Uno sguardo più attento ci fa leggere, illuminate al neon e quindi ancora più taglienti, le parole ‘Touch’, ‘Alone’,
‘Enough’ e i ballerini rigorosamente distanziati o comunque mascherati che, in mezzo proprio a queste parole, tra i tanti, fanno il gesto di stringersi la mano, ognuno a se stesso però.
The Weeknd ha inoltre recentemente specificato a Variety che il significato di tutte le bende sulla testa dei ballerini vuole far riflettere sulla cultura assurda delle celebrità di Hollywood e delle persone che si manipolano per ragioni superficiali per compiacere ed essere convalidate.
Comunque The Weeknd, nonostante le numerosi limitazioni, è riuscito ad estremizzare la sua solita eleganza, anche in modi inaspettati e comunque, avrà sicuramente fatto esclamare a tantissima gente:’Ah, ma questa la conosco! L’ho sentita in radio!’ Perché sì, The Weeknd anche se cantante nero e con un nome d’arte, non rappa.


Oltre alla partita effettiva di football e al mini concerto durante l’intervallo, altre note positive si sono susseguite durante questo onirico Superbowl: la partita è stata arbitrata per la prima volta da una donna e alla giovane 22enne Amanda Gordon, poetessa Afroamericana che aveva già letto dei suoi versi al recente giuramento di Biden, è stata data la possibilità di leggere una sua
poesia poco prima dell’inizio della partita, onorevole gesto, probabile conseguenza delle vicissitudini degli anni passati che vedono il coproduttore dell’Halftime Show, fondatore dell’agenzia Roc Nation (partnership ormai assodata della National Football League) e cosiddetto ‘magnate dell’Hip-Hop’ Jay-Z e sua moglie Beyoncè, rimasti seduti durante l’inno nazionale americano, in segno di protesta e sostegno a Colin Kaepernick quotato quarterback di San Francisco che nel 2016 si era inginocchiato in campo contro il ‘white suprematism’ di Trump, la risposta del presidente?
‘Sarebbe bello che i giocatori che non rispettano la nostra bandiera venissero licenziati dalle squadre’. E così fu per il quarterback.
Anche l’anno scorso durante l’Halftime Show Shakira e Jennifer Lopez hanno portato in alto la voce latina del popolo, grazie anche all’assistente coreografa e ballerina Darina Littleton, facendo fischiare ancora una volta le orecchie dell’allora presidente Trump.


Checché se ne dica, il Superbowl è uno degli eventi più attesi durante l’anno, non solo in America, quest’anno addirittura ne si aveva bisogno, perché riempire uno stadio, anche solo per un terzo, sa già molto di ritorno alla normalità e l’arte, ancora una volta, è riuscita a lanciare un urlo di positività per ricordarci che forse, si inizia ad intravedere una luce in fondo al tunnel.




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Autore
Futura Zungri
IG: @futur.ae


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